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Perchè si piantano le rose nei vigneti?

Vi siete mai chiesti il motivo per cui nei vigneti vi siano cespugli di rose in fiore?

Un po’ in tutte le aree a vocazione vinicola troviamo le piante di rose sistemate proprio in testa ai filari. Ma qual è veramente la loro funzione? Solo per motivi estetici oppure ci sono anche altri motivi più specifici. Come sempre, la verità sta nel mezzo.

In passato: rose come guardiane della vigna

La rosa nella tradizione contadina fungeva come una vera e propria sentinella; veniva, e viene tutt’ora chiamata, “pianta spia”, in quanto manifesta per prima i sintomi di eventuali malattie o parassiti che possono colpire la vite stessa. Tra i suoi molti nemici si annoverano infatti: il cosiddetto “mal bianco” (oidio), un fungo che penetra negli acini d’uva, lacerandoli e favorendo l’ingresso ad altri parassiti, la muffa grigia (o botrite) il tumore batterico, oppure i ragnetti rossi e gialli della metcalfa. Le rose, quindi, messe in testa ai filari, aiutavano a monitorare e controllare lo stato di salute della pianta e del frutto, permettendo così di prevenire eventuali problemi o comunque di agire tempestivamente per ridurne i danni sul raccolto.

Oggi: rose per donare maggior prestigio

Con il mutare e lo sviluppo delle tecniche agrarie e di allevamento della vite, e con la nascita di nuovi sistemi scientifici di analisi e previsioni, la messa a dimora delle rose nei vigneti non ricopre più questo ruolo di sentinella, in quanto non più necessario. Tuttavia essa rimane un’antica tecnica ancora molto diffusa tra gli agricoltori, soprattutto tra coloro particolarmente attenti alla difesa delle tradizioni passate e alla salvaguardia dei naturali cicli biologici della pianta, senza ricorrere a forzature o a moderne tecniche invasive. In questo modo è possibile ottenere dei frutti sani e genuini ed un prodotto biologico e di qualità.

Cantine De Falco premiata con i "2 bicchieri" Gambero Rosso

I vini Cantine De Falco premiati dalla guida "Vini d'Italia Gambero rosso".

Il mondo del vino italiano anche in questo anno particolare ha risposto con grande qualità e quantità. L'edizione 2021 ha selezionato ben 2645 produttori per un totale di 26.638 vini di qualità.

Per la nostra cantina due belle notizie legate ad altrettanti riconoscimenti. Il rosso "Serre di Sant'Elia" e il "Rosato" Salento  hanno ricevuto l'ambito riconoscimento 2 bicchieri Gambero rosso!

Susumaniello Cantine De Falco

Grazie all’esperienza maturata negli anni il Susumaniello torna a sbocciare nei terreni delle Cantine De Falco. Un vitigno che, insieme al Negroamaro, rappresenta la storia e la tradizione vitivinicola del Salento.

I vigneti di Susumaniello ricoprivano una superficie pari al 20% del totale, tutti coltivati con il tipico sistema ad alberello pugliese, mentre il Negroamaro occupava il restante 80%. Era infatti comune impiantare queste due varietà in forma mista in modo da garantire una vendemmia che fosse già equilibrata nella composizione delle uve.

Il Susumaniello, il cui nome deriva dalla sua abbondante produttività che permetteva letteralmente di “caricare il somaro”, è caratterizzato da un acino piccolo e tondo. Impiegato con ottimi risultati nella produzione dei tipici rossi e rosati pugliesi, al naso i vini si distinguono per la ricchezza di aromi fruttati e dall’accento maturo. Al palato, nelle sue diverse interpretazioni, il Susumaniello si dimostra di piacevole freschezza acida e con tannini di grande finezza.

 

 

Il vino rosso alleato della scienza nella ricerca per sconfiggere il Coronavirus

Per combattere il Covid-19 scende in campo anche il vino rosso. Non un sogno ma uno studio scientifico.

A darne notizia la rivista specialistica “Nature” che ha pubblicato lo studio “Therapeutic options for the 2019 novel coronavirus (2019-nCoV)” di Guandgi Li (Xiangya School of Public Health University del Central South University a Changsha, Cina) e di Erik De Clercq (pioniere nella terapia dell’HIV presso KU Leuven in Belgio), su farmaci quali il Remdesivir, antivirale recentemente ammesso dall’AIFA alla sperimentazione, già utilizzato per Ebola, che riuscirebbe ad inibire il Covid-19. Nello studio si fa riferimento alla sperimentazione di diverse molecole, quali il Resveratrolo, fenolo prodotto naturalmente prodotta da piante, come vite e cacao, capace di bloccare la replicazione virale del Mers, virus simile alla Sars-Cov-2.

Il protocollo scientifico, come riportato online da alcuni siti nazionali d’informazione, sta per essere messo a punto dall'università Federico II di Napoli.

 

Cantine De Falco protagonista in Cina

Grande successo per i vini della “Cantine De Falco” nelle wine-maker's dinners organizzate a Suzhou in Cina da “Il Milione”. In un mercato in continua e veloce evoluzione con cambiamenti nelle dinamiche sociali e di marketing, i due ambasciatori dell’azienda vitivinicola con sede a Novoli, Gabriele De Falco e Marco Bello, hanno reso il made in Salento protagonista in terra cinese. “Siamo felici di aver portato la cultura enologica italiana in Cina – commenta entusiasta Gabriele De Falco. In un contesto sociale e culturale diverso, seppur ordinato e molto tecnologico, siamo riusciti grazie all’organizzazione del “Milione”, importatore di riferimento, a far apprezzare il nostro “nettare” d’uva agli operatori cinesi del settore. I riscontri nelle diverse degustazioni e cene programmate in numerosi ristoranti della città, sin da subito sono stati molto positivi. E’ stata certamente un’esperienza importante e molto gratificante”.

Questi i Top5 “Cantine De Falco”, azienda che da oltre mezzo secolo produce vino di qualità unendo alla tradizionale arte l'uso delle migliori tecnologie innovative, che hanno conquistato il settore enologico asiatico: Salento Negroamaro Ferus Igt, Salento Primitivo Ferus Igt, Serre di Sant’Elia Squinzano Dop, Artiglio Salento Rosso Igt, Falco Nero Salice Salentino Riserva rosso Dop.

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