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I vini bianchi in inverno

 

E' un luogo comune identificare i vini bianchi giovani e freschi come vini da bere nel periodo estivo.

I piatti invernali si adattano maggiormente alle caratteristiche di un vino rosso caldo ed avvolgente.

Ma non è affatto così, anche durante l’inverno si può sorseggiare del vino bianco, magari servito a temperatura ambiente, la cui caratteristica acidità si esalta particolarmente servendolo a temperature più basse, comprese tra gli 8 gradi per gli spumanti ed i 12 gradi per i bianchi più maturi.

E per la cena di Natale?! I vini bianchi possono accompagnarvi per tutta la sera. Qualche idea?! Partite con un antipasto a base di frutti di mare ed un benvenuto con il nostro Bianco Frizzante dal gusto piacevole e ben equilibrato. E se scegliete un menù a base di pesce potete accompagnarlo con Artiglio Bianco succoso, denso ed avvolgente. Ed allo scoccare della mezzanotte si stappa in allegria una bottiglia di spumante Gocce di Rugiada per brindare e festeggiare insieme alle persone a noi care. 

San Martino e la tradizione vinicola

Novembre per la tradizione vinicola è un mese molto importante, ed è proprio un proverbio conosciuto da tutti a sottolinearne l’importanza: “A San Martino ogni mosto diventa vino”. La festa di San Martino che coincide con l’11 novembre è un giorno di festa in cui si omaggia il santo Martino di Tours, vescovo cristiano del IV secolo d.C. e protettore dei pellegrini e dei viandanti, questa giornata porta con sé riti religiosi, usanze popolari e singolari mutazioni climatiche... da qui il nome “Estate di San Martino” con cui si fa riferimento ad un periodo della durata di circa tre giorni in cui si avverte un'inversione di marcia sulle condizioni climatiche, l'arrivo del bel tempo con temperature in rialzo rispetto alle medie stagionali. Durante questo periodo anche il mondo pagano, rurale e contadino ha sempre colto l’occasione per dar vita ad un momento di festa. Il 12 novembre era abitudine festeggiare la chiusura dell’anno contadino, con banchetti allestiti per festeggiare i buoni raccolti avuti nell’anno appena concluso. I festeggiamenti erano anche l’occasione per augurarsi un nuovo anno ancor più fertile, ricco e propizio. In tale occasione, si servivano ottimi cibi e si aprivano le anfore di vino che contenevano il vino nuovo. Di qui l’abitudine di festeggiare San Martino con del buon vino novello. Ma è nelle case del Salento che questa tradizione è ancora più sentita e rappresenta, ancora oggi, il giorno dell'anno in cui ritrovarsi intorno a un tavolo a condividere pietanze locali e naturalmente del buon vino Salentino.

Negroamaro: il vino del Salento

 

Quando senti Negroamaro non può che venirti subito in mente il Salento, il mare, la convivialità, l’allegria, la festa ed il cibo sempre accompagnato da calici pieni. 

Non ci sono notizie certe sull’origine di questo vitigno o sull’epoca in cui inizia ad essere coltivato in Puglia. 

Molti studiosi, però, sono concordi nell’affermare che la sua coltivazione inizia durante la colonizzazione greca. 

La storia di questo vino è simile per certi aspetti a quella del Primitivo. 

Come il Primitivo, anche questo veniva considerato solo un vino da taglio per l’alta concentrazione di zuccheri al suo interno. Vino ideale per migliorare la qualità dei vini del Nord Italia, con tenori alcolici più bassi, come il Sangiovese. Ma con il passare del tempo questa tendenza si è fermata. I produttori salentini hanno iniziato a produrre Negroamaro in purezza, sempre più apprezzato dal mercato sia italiano che estero. 

Oggi il Negroamaro è diventato un simbolo del Salento e del piacere di vivere in questo angolo di Puglia. 

Quello che si produce e si beve oggi è un vino morbido che accompagna alla perfezione un pasto a base di carni rosse o di primi piatti robusti, un vino capace di regalare profumi intensi ed emozioni ed esperienze impossibili da dimenticare.

La vendemmia

 È settembre... è tempo di vendemmia! 

La vendemmia ha da sempre un valore storico ed antropologico che risale a tempi molto antichi e che si tramanda di generazione in generazione. Il periodo della vendemmia era, ed è ancora oggi, un momento di pura condivisione, un vero e proprio rituale dove tutti si riunivano e lavoravano per lo stesso obiettivo per poi festeggiare con un ricco banchetto. A quel tempo tutta la vita era scandita dai ritmi della natura e la vendemmia rappresentava il momento di tirare le somme di un'intera annata di lavoro e di fatiche non sempre giustamente ripagate a causa di una improvvisa grandinata, di inverni troppo rigidi o del perdurare della siccità. 

Oggi il processo è leggermente cambiato si è assistito ad una specializzazione delle competenze e ad una attenta progettazione che non lascia niente al caso. Si arriva alla vendemmia attraverso una serie di passaggi e attente analisi che permettono di valutare tutti i parametri rilevanti. Per esempio? L'uva si raccoglie la mattina presto, quando l’aria è più fresca e ventilata, la temperatura ideale per ottenere un ottimo vino. Una cosa però è rimasta intatta durante il periodo della vendemmia ed è... lo spirito, questo periodo rimane ancora oggi ricco di adrenalina, passione ed entusiasmo. 

 

Il colore del vino

Le sfumature del vino sono numerose ma i suoi principali colori vanno dal bianco al rosa fino al rosso. È il processo della fermentazione del succo d’uva a produrre colori diversi, ma oggi scopriamo insieme come fa! 

Il tipo di uva utilizzata il processo di vinificazione determinano il colore del vino. In linea generale i vini bianchi sono generalmente prodotti con uve bianche, mentre i vini rossi e rosati sono prodotti con uve rosse. 

Le bucce delle uve rosse contengono un pigmento chiamato antocianina il quale è il responsabile del caratteristico colore rosso di questi vini. È durante il processo di fermentazione, che l'antocianina viene estratta dalle bucce dell'uva e conferisce il colore al vino. Per i vini rosati avviene la stessa cosa ma per un periodo di tempo più breve di quello utilizzato per la produzione dei vini rosati, e questo periodo più breve consente di estrarre meno antociani dalle bucce, risultando così con una sfumatura più rosa rispetto al rosso. 

I vini bianchi invece subiscono un diverso processo di fermentazione in cui le bucce vengono rimosse, risultando così di colore più chiaro. 

Il colore del vino può anche essere influenzato dal processo di invecchiamento. I vini che non sono stati invecchiati in botti possono subire un altro processo di invecchiamento in cui vengono esposti all'ossigeno, che può anche cambiare colore. Ad esempio, i vini bianchi possono diventare più gialli nel tempo, mentre vini rossi potrebbe diventare più marrone. 

Quindi il tipo di uva, il processo di vinificazione e il processo di invecchiamento contribuiscono tutti al colore del vino.

WineTourism.com

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