San Martino e la tradizione vinicola

Novembre per la tradizione vinicola è un mese molto importante, ed è proprio un proverbio conosciuto da tutti a sottolinearne l’importanza: “A San Martino ogni mosto diventa vino”. La festa di San Martino che coincide con l’11 novembre è un giorno di festa in cui si omaggia il santo Martino di Tours, vescovo cristiano del IV secolo d.C. e protettore dei pellegrini e dei viandanti, questa giornata porta con sé riti religiosi, usanze popolari e singolari mutazioni climatiche... da qui il nome “Estate di San Martino” con cui si fa riferimento ad un periodo della durata di circa tre giorni in cui si avverte un'inversione di marcia sulle condizioni climatiche, l'arrivo del bel tempo con temperature in rialzo rispetto alle medie stagionali. Durante questo periodo anche il mondo pagano, rurale e contadino ha sempre colto l’occasione per dar vita ad un momento di festa. Il 12 novembre era abitudine festeggiare la chiusura dell’anno contadino, con banchetti allestiti per festeggiare i buoni raccolti avuti nell’anno appena concluso. I festeggiamenti erano anche l’occasione per augurarsi un nuovo anno ancor più fertile, ricco e propizio. In tale occasione, si servivano ottimi cibi e si aprivano le anfore di vino che contenevano il vino nuovo. Di qui l’abitudine di festeggiare San Martino con del buon vino novello. Ma è nelle case del Salento che questa tradizione è ancora più sentita e rappresenta, ancora oggi, il giorno dell'anno in cui ritrovarsi intorno a un tavolo a condividere pietanze locali e naturalmente del buon vino Salentino.

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